Diavoleide [Note di lettura]


Diavoleide – Michail Afanas’evič Bulgakov – (Sírin Classica) Voland

Diavoleide (…) è un racconto scritto in modo furioso, pullula di verbi di moto, di ripetizioni martellanti, di dialoghi rapidi (…) So bene che è facile parlare con il senno di poi – di lì a tre anni, nel 1928, Bulgakov avrebbe iniziato a elaborare uno dei più grandi romanzi del ‘900 e di sempre…

Forse è proprio con Diavoleide che il “seme del diavolo” si impossessa definitivamente di Bulgakov: è da qui, da questo piccolo libro, allora, che bisogna partire per entrare nel mondo allucinato e grottesco di uno dei massimi scrittori del XX secolo.

Lo stile di scrittura è coinvolgente e ironicamente amaro

Lo scrittore sceglie con cura le parole da usare, sempre nel numero giusto, mai troppe né troppo poche.

Il testo sembra tagliato con precisione chirurgica, devo dire da subito che mi è piaciuto moltissimo e ve ne consiglio caldamente la lettura.

Delirante e ossessivo, soprattutto il primo racconto, ti catapulta in un incubo che ti risucchia come un vortice malefico.

Si percepisce l’angoscia come fosse un’entità di carne e ossa, si tocca la paura irrazionale e si sfiora la follia di uomini dalla vita normale, comune.

Ci racconta del momento in cui il “vaso ha iniziato a traboccare” e lo fa con maestria.

Nulla è superfluo, anzi al termine della lettura sembra di aver letto un racconto in cui l’autore si comporta come il bulimico: rovescia tutto ciò che riesce sul lettore… ma qualcosa è stato trattenuto e io avrei voluto leggere quel “qualcosa”!

Forse lo troverò in altre opere di questo straordinario autore!

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Un colpo di vento [Note di lettura]

Un colpo di vento – Ferdinand von Schirach

Colpita, all’epoca dell’uscita, dai soliti titoloni e proclami del nuovo “caso letterario”, l’ho acquistato e risposto per poi dimenticarmene…

L’ho ritrovato e iniziato a leggere senza troppo approfondirne la trama. E che cosa scopro? Che si tratta di una raccolta di racconti e forse sono l’unica al mondo che non lo sapeva (mai comprare un libro per la copertina…)!

I racconti sono ben scritti dall’avvocato penalista Ferdinand von Schirach che ci parla di crimini e di criminali di tutte le specie, ma seppur bene argomentati, mi hanno fatto pensare a un luogo asettico e incolore.

Nessun sentimento, né emozione è stato capace di trasmettermi questo autore e a distanza di un mese dalla lettura, quasi non ricordo più le vicende narrate!

Questo è il classico libro che si legge velocemente e anche piacevolmente, peccato che non lasci nulla se non una sensazione di distacco: più volte mi è sembrato di leggere dei semplici resoconti di cronaca giudiziaria.

Magari in spiaggia trova la sua giusta collocazione, ma se cercate una lettura più entusiasmante e che vi faccia appassionare e immedesimare nei personaggi, non vi consiglio questo volume.

Voi l’avete letto? Io gli ho dato 3 stelle su Goodreads, di più proprio non me la sentivo.

Pronta per il 1° weekend d’estate (2017)!

In realtà questo volume è tra i libri che ho “in lettura” da molto, molto tempo…

Tutti i racconti di Katherine Mansfield

Però è l’ideale quando esci e hai poco tempo da dedicare alla lettura, in più è leggerissimo e l’aspetto lo rende decisamente chic!

Insieme ai giusti accessori moda, la lettura è ancora più piacevole!

I racconti che ho letto finora, sono tutti molto interessanti, qualcuno è molto lungo e in alcuni si ritrovano gli stessi personaggi.

Per ora il mio preferito è Garden Party, ma non ho ancora finito di leggere tutto il libro, solo alla fine della lettura vi saprò dire quale, di tutti i racconti, è il migliore secondo me.

Buone letture a tutti e felice weekend!

Diletto [Note di lettura]

Diletto – Ugo Riccarelli (2009)

Diletto
Pensavo fossero racconti legati al mondo onirico, invece…

C’è tutto il dolore di una malattia che non lascia scampo, non è il piacere di poltrire a letto, ma il terrore di finirci per curarsi.

Qui si parla di ospedali e di cure, di altri malati e di sofferenza. Le storie narrate non sono tutte ambientate in ospedale e non si parla sempre apertamente di malattia, ma il filo conduttore c’è ed è forte e si fa sentire dalla prima all’ultima pagina.

Non so cosa mi ha spinto a leggere questi racconti, forse la copertina, perché della trama non ne sapevo nulla! Forse, più semplicemente, è stato il caso che mi ha messo tra le mani queste storie.

L’autore mi ha colpito subito per la spiccata sensibilità e la grande abilità nel raccontare. Mi è entrato dentro, mi ha commossa nel profondo. Mi ha trasmesso un dolore e quella sofferenza per cui non basta piangere per sfogarsi e sentirsi meglio. È qualcosa che va così dentro le viscere, per cui le lacrime nemmeno ce la fanno a uscire!

Ho capito da subito (anche se il primo racconto non parla di malattia) che, l’uomo che scriveva queste storie, aveva avuto un’esperienza di dolore intenso e non mi sbagliavo. Non conoscevo l’autore, ma facendo una breve ricerca online è facile approfondire la sua biografia.

Fortunatamente Riccarelli ha avuto il tempo necessario per scrivere dei libri e dopo questa antologia, credo che leggerò i suoi romanzi.

Citazione della domenica da “Che fine ha fatto il principe azzurro?” di Beatrice Dorigo

da "Che fine ha fatto il principe azzurro?" di Beatrice Dorigo
da “Che fine ha fatto il principe azzurro?” di Beatrice Dorigo

Help Desk

racconto pubblicato nel volume 256K - 256 racconti da 1024 Karatteri
racconto pubblicato nel volume 256K – 256 racconti da 1024 Karatteri

– Help Desk Assistenza Clienti, sono Clara. In cosa posso esserle utile?

– Sono la dottoressa Ricci. Ascoltami bene, ho di nuovo problemi con l’aggeggio che mi avete venduto il mese scorso.

– Ha già controllato che…

– Ho controllato TUTTO e non è il problema dell’altra volta! Dev’essere proprio rotto perché non si accende niente.

‘Il problema dell’altra volta? Si può definire un problema, il fatto che la vecchia babbiona si scorda di accendere il monitor?’

– In che senso non si accende niente.

– Nel senso che io schiaccio il pulsante per avviarlo ma non ne vuol proprio sapere e tutte le lucine rimangono spente. Non so proprio dove mettere le mani.

‘Da nessuna parte, è meglio!’

– Deve essere un problema di alimentazione!

– Cioè?

– Non arriva corrente al computer. Ha spinto bene il pulsante d’accensione?

– Certo!

– Lo tenga premuto per un po’.

– Niente.

– Dietro al computer c’è un altro pulsante…

– Ho già provato. Niente.

– Strano. C’è del nero sulla griglia? Forse si è bruciato l’alimentatore.

– No.

– Ma la spina è inserita?

– …

Citazione della domenica da “High & Dry. Primo Amore” di Banana Yoshimoto

da “High & Dry. Primo Amore” di Banana Yoshimoto
da “High & Dry. Primo Amore” di Banana Yoshimoto