Un colpo di vento [Note di lettura]

Un colpo di vento – Ferdinand von Schirach

Colpita, all’epoca dell’uscita, dai soliti titoloni e proclami del nuovo “caso letterario”, l’ho acquistato e risposto per poi dimenticarmene…

L’ho ritrovato e iniziato a leggere senza troppo approfondirne la trama. E che cosa scopro? Che si tratta di una raccolta di racconti e forse sono l’unica al mondo che non lo sapeva (mai comprare un libro per la copertina…)!

I racconti sono ben scritti dall’avvocato penalista Ferdinand von Schirach che ci parla di crimini e di criminali di tutte le specie, ma seppur bene argomentati, mi hanno fatto pensare a un luogo asettico e incolore.

Nessun sentimento, né emozione è stato capace di trasmettermi questo autore e a distanza di un mese dalla lettura, quasi non ricordo più le vicende narrate!

Questo è il classico libro che si legge velocemente e anche piacevolmente, peccato che non lasci nulla se non una sensazione di distacco: più volte mi è sembrato di leggere dei semplici resoconti di cronaca giudiziaria.

Magari in spiaggia trova la sua giusta collocazione, ma se cercate una lettura più entusiasmante e che vi faccia appassionare e immedesimare nei personaggi, non vi consiglio questo volume.

Voi l’avete letto? Io gli ho dato 3 stelle su Goodreads, di più proprio non me la sentivo.

Gente del Wyoming – I segreti di Brokeback Mountain [Note di lettura]

Gente del Wyoming – Annie Proulx

Durante la lettura, mi ha condizionato molto l’aver visto anni fa, il film tratto da questo racconto!

I segreti di Brokeback Mountain (2005) - MYmovies.it

La vicenda narrata è densa, ma la scrittrice l’ha raccolta in meno di cento pagine, in confronto al libro, il film è intenso e lunghissimo.

La storia è molto cruda, carnale e asciutta, ma piena di sentimenti non verbalmente espressi. Questo racconto è l’incarnazione dei quello che è (per me) lo “show don’t tell” sapientemente usato.

Bello e romantico, ma per niente smielato. Brutale e reale, come la vita delle persone a cui si è sicuramente ispirata la scrittrice.

Questo racconto un po’ crea disagio o “scandalo”, ma io ero preparata avendo già visto il film.

La storia è scritta talmente bene che nonostante fossi molto stanca e conoscessi già l’intero intreccio, non sono riuscita a smettere di leggere…

I protagonisti del libro sono più “veri” di quelli visti al cinema e forse è anche la loro personalità/fisicità a rendere il tutto più reale e più brutale.

La Proulx, non approfondisce affatto il capitolo Messico come invece hanno fatto nel film, lascia molte cose sottese e come per l’horror, ciò che colpisce di più è proprio il non detto, il non visto, ciò che gli stessi protagonisti credono di sapere della vita dell’altro e che attraverso il lettore si trasforma in ciò che “deve” essere: costruito su misura per ciascuno di noi lettori.

Una scrittura e una penna che meritano sicuramente maggiore attenzione. Vorrei essere anch’io capace di dire così tante cose con così poche parole: questa è magia!

Per chi suona la campana [Note di lettura]

Per chi suona la campana – Ernest Hemingway (1940)

perchisuonalacampana-ernest-hemingway

Romanzo bellissimo, profondo e talmente reale da risultare spiazzante nella sua crudeltà! Sento ancora adesso, a distanza di mesi dalla lettura, gli aghi dei pini scricchiolare nel bosco, il freddo sulla pelle, il peso del fidato sacco a pelo, la cucina di Pilar e tanti altri dettagli che sono rimasti profondamente impressi nella mia memoria.

Gli eventi narrati sono così tragici che si arriva a pensare che la vita e la morte in guerra, sono frutto del caso. Non c’è un motivo particolare perché tu resti vivo o finisci steso a terra, schiantato da una raffica di proiettili o da una bomba.

Non c’è giustizia, non ci sono spiegazioni… esiste solo la vita che ti è concesso di vivere, puoi solamente scegliere, e non è poco, in che modo riempire il tempo che ti separa dalla dipartita.

In questa storia, lo scrittore è presente (quasi fisicamente) con le proprie esperienze e riflessioni su eventi orribili, troppo sconcertanti da lasciarti sano di mente.

Alla fine di tutto, chi ha vissuto come Hemingway gli orrori bellici, finisce per considerare del tutto insensata e inutile la vita normale, quella ordinaria che noi abbiamo la fortuna di vivere.

Come può, un uomo che ha ucciso altri uomini, continuare a vivere senza sentirsi inadeguato, sbagliato, un mostro che non merita la vita?

Un romanzo dall’apparenza noiosa e priva di avventura, che cela un dramma inimmaginabile, riprodotto in un piccolo gruppo di uomini e donne che rappresentano l’intera umanità, così varia, tanto buona e profondamente cattiva.

Bellissimo e intenso, ti commuove fino alle lacrime.

La ragazza caduta dal cielo (Inspector Wexford, #7) [Note di lettura]

La ragazza caduta dal cielo (Inspector Wexford #7) – Ruth Rendell (1988)

Avevo bisogno di leggere qualcosa di poco impegnativo e al tempo stesso godibile, cosa c’è di meglio di un giallo in estate?

Il clichè del giallo sotto l’ombrellone è intramontabile e visto il periodo (erano i primi giorni di agosto), tra le tante cose che ho in libreria che aspettano di essere lette, ho scelto questa storia un pò macabra. Ho pescato questo libricino non so da dove e sia per il tema che per le dimensioni, ho cominciato a leggerlo e l’ho concluso in poco tempo.

George Baker interpreta l'Ispettore capo Wexford, il protagonista della serie TV "The Ruth Rendell Mysteries"
George Baker interpreta l’Ispettore capo Wexford, il protagonista della serie TV “The Ruth Rendell Mysteries”
Viene scoperto il cadavere di una ragazza tra due tombe in un vecchio cimitero, non si sa chi sia questa giovane donna e Wexford, che si trova a Londra per un periodo di riposo e convalescenza, scopre che suo nipote Howard sta dirigendo le indagini attorno all’omicidio di Loveday Morgan e contro la sua stessa volontà, si lascia coinvolgere dal caso.

Che dire di questo giallo, non mi aspettavo niente di diverso da ciò che ho letto: una storia piacevole, ben scritta e argomentata, personaggi ben caratterizzati, scorrevole ed esaustiva.

Non sono un’esperta di gialli, ma devo dire che questo racconto è scritto estremamente bene, in poche pagine i tanti personaggi trovano una giusta collocazione.

Insomma tanta “roba” magistralmente mescolata a creare una storia che, nella sua tragicità, è verosimile e reale più di quanto mi sarei aspettata.

Ciò che mi ha subito colpito è la qualità della scrittura. Mi sono abituata ad aspettarmi errori e refusi vari nei libri che leggo… in questo si nota quella cura e qualità editoriale così rari da trovare oggi (purtroppo) anche nei romanzi più “famosi” o commerciali che dir si voglia!

I romanzi del secolo scorso erano fatti di un’altra stoffa… come gli arredi antichi costruiti con vero legno, anche i romanzi “antichi” erano fatti di letteratura vera!

Citazione della domenica da “L’Alienista” di Caleb Carr

da "L'Alienista" di Caleb Carr
da “L’Alienista” di Caleb Carr

L’Alienista [Note di lettura]

L’Alienista (Dr. Laszlo Kreizler #1) – Caleb Carr (1994)

TheAlienistUna rivelazione!

Non conoscevo né l’autore, né il romanzo… sembra di leggere un caso alla CSI, ma ambientato ai tempi di Roosevelt (Hyde Park, 30 gennaio 1882 – Warm Springs, 12 aprile 1945).

Scritto bene e dal ritmo incalzante, si nota però che è una “penna moderna” e per quanto l’ambientazione storica sia ben riuscita, non lo sono altrettanto i modi di fare dei vari personaggi.

Notizia di ieri (11 aprile 2016):
Alienist author Caleb Carr returns to series after 20 years — exclusive

Nonostante la storia sia piacevole da leggere, non mi ha catturata al punto da spingermi a dedicare a questo libro ogni secondo del mio tempo libero…

La trama, di per sé, è bella e affascinante, ma abituati come siamo a trasmissioni che spiegano nel dettaglio i tantissimi e molteplici “casi criminali”, mi è parso di leggere più che un romanzo, la sceneggiatura di una delle tante Crime Story (per intenderci, telefilm tipo CSI). Continua a leggere L’Alienista [Note di lettura]

La crociera [Note di lettura]

La crociera – Virginia Woolf (1915)

Adeline Virginia Woolf

La crociera (titolo originale The Voyage Out) è il primo romanzo scritto da Virginia Woolf, è una vicenda di amore e di morte, sviluppata fuori dai canoni del tardo romanticismo.

La Woolf, già al suo debutto, è uno scrittore definito: già qui insegue l’incrociarsi impalpabile della vita dei sentimenti a quella dell’apparenza quotidiana.

Rachel e Terence, i due innamorati, si rincorrono, attratti in una sorta di aereo campo magnetico, quasi senza sfiorarsi. E l’amore, per loro, è un anelito al possesso che non si soddisfa mai; o una rete nella quale si trovano impigliati per il bisogno di scoprire la loro più autentica realtà spirituale.

Lo stile di scrittura è ricercato e molto bello, solo a tratti la storia diventa un po’ pedante.

Mi è sembrato, leggendo questa storia, che ciò che premesse di più alla Woolf, fosse rendere ben chiare le differenze tra i due sessi, soprattutto a livello concettuale: sono tanti i pregiudizi e le limitazioni che vengono imposti alle donne, nel romanzo, spesso sono loro stesse ad autodefinirsi poco intelligenti e affatto interessanti!

Ciò che appare evidente, è la profonda analisi psico-caratteriale dei personaggi, ognuno è caratterizzato alla perfezione e Hirst, in particolare, è così ottusamente presuntuoso, da suscitare compassione perfino nel lettore.

Ho fatto un po’ fatica a leggere perché non abbiamo davanti un racconto avventuroso, in cui l’autore ci trascina con sé alla scoperta di luoghi esotici e misteri celati.

Qui, va in scena uno spaccato di vita “comune” per una certa classe sociale dell’epoca e il tesoro è celato all’interno dei vari personaggi.

C’è un che di tragico nell’intera narrazione, si respira (o almeno così è parso a me!) un’atmosfera cupa e devo dire che quando descrive l’attrazione verso il fondo del mare, le pietre adagiate sul fondo che ti richiamano alla pace… Beh! Sono stata fulminata da brividi di ghiaccio, soprattutto perché questa immagine si collega tragicamente al modo in cui la Woolf è morta.

È una storia da “brividi” proprio in questo senso, l’ho trovata gotica e angosciosa seppure priva di scene e dettagli macabri.

Si percepisce profondamente il mal di vivere della scrittrice e forse è questa la nota stonata, diversamente sarebbe stata una storia insulsa, ma questo peso psicologico, infuso in ogni parola, mi ha appesantito (e non poco) la lettura, non si può parlare di un senso di tristezza… peggio!