Gli sdraiati [Note di lettura]

Gli sdraiati – Michele Serra

Avevo poco tempo a disposizione e ho scelto di immergermi (finalmente) tra le pagine di questo libriccino che attende da tempi immemori di essere letto!

E niente. Non mi ha convinta, non che non mi sia piaciuto leggerlo, ma mi aspettavo qualcosa di diverso, più ironico e irriverente, più fulminante e/o illuminante.

Tolti alcuni passaggi abbastanza ironici e scritti con arguzia, non dice nulla di nuovo, né di originale sulla questione del divario generazionale tra genitori e figli.

La voce narrante è pedante e oltremodo lagnosa, quest’uomo adulto a tratti sembra ragionare peggio del suo adolescente figlio e commette i classici errori dei padri che vorrebbero vedere i figli ricalcare il proprio cammino.

L’ho trovato un altezzoso esercizio di stile e a tratti volutamente (ma a parer mio inutilmente) volgare: mi aspettavo qualcosa di meglio!

L’unico punto a favore è la conoscenza e il sapiente uso della lingua italiana da parte dell’autore, per il resto non è una lettura di cui non si può fare a meno, forse il film in uscita (commedia del 2018, diretto da Francesca Archibugi, con Claudio Bisio e Antonia Truppo. Distribuito da Lucky Red) sarà più interessante da guardare!

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Gente del Wyoming – I segreti di Brokeback Mountain [Note di lettura]

Gente del Wyoming – Annie Proulx

Durante la lettura, mi ha condizionato molto l’aver visto anni fa, il film tratto da questo racconto!

I segreti di Brokeback Mountain (2005) - MYmovies.it

La vicenda narrata è densa, ma la scrittrice l’ha raccolta in meno di cento pagine, in confronto al libro, il film è intenso e lunghissimo.

La storia è molto cruda, carnale e asciutta, ma piena di sentimenti non verbalmente espressi. Questo racconto è l’incarnazione dei quello che è (per me) lo “show don’t tell” sapientemente usato.

Bello e romantico, ma per niente smielato. Brutale e reale, come la vita delle persone a cui si è sicuramente ispirata la scrittrice.

Questo racconto un po’ crea disagio o “scandalo”, ma io ero preparata avendo già visto il film.

La storia è scritta talmente bene che nonostante fossi molto stanca e conoscessi già l’intero intreccio, non sono riuscita a smettere di leggere…

I protagonisti del libro sono più “veri” di quelli visti al cinema e forse è anche la loro personalità/fisicità a rendere il tutto più reale e più brutale.

La Proulx, non approfondisce affatto il capitolo Messico come invece hanno fatto nel film, lascia molte cose sottese e come per l’horror, ciò che colpisce di più è proprio il non detto, il non visto, ciò che gli stessi protagonisti credono di sapere della vita dell’altro e che attraverso il lettore si trasforma in ciò che “deve” essere: costruito su misura per ciascuno di noi lettori.

Una scrittura e una penna che meritano sicuramente maggiore attenzione. Vorrei essere anch’io capace di dire così tante cose con così poche parole: questa è magia!