♥San Valentino con “Notti in bianco, baci a colazione” di Matteo Bussola♥

Il mio consiglio per la festa degli innamorati è questo, non il solito romanzo in cui due persone, attraverso mille peripezie, si incontrano e finiscono per stare insieme, no!

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Notti in bianco, baci a colazione – Matteo Bussola

Questa è una storia in cui due persone attraversano mille difficoltà pur di stare insieme e portare avanti il loro progetto di vita!

Scritto in modo leggero e scanzonato, ma così vero da fare tanta tenerezza, fa riflettere e spesso sorridere, la lettura procede piacevolmente spedita.

Adoro lo stile e la voce narrante di questo scrittore: a tratti (molti) divertente, a tratti commovente, questo libro è ben scritto e mi rispecchia molto.

Mi è piaciuto molto, anche se è decisamente evidente il tentativo di far sembrare troppo bello ciò che in realtà è molto pesante e in parte ti fa pentire delle scelte di vita fatte.

Piacevole lettura, apparentemente leggera, ma che affronta con semplicità le varie difficoltà dell’essere genitori oggi.

Quel che le madri non sospettano è che quando i padri si alzano alle tre di notte per coccolare i figli non è per fare i gentili, né per lasciarle dormire. È solo per recuperare il senso. Respirare, stringere, stare a godersi quel che c’è. Sentirsi un po’ più vicini a una cosa che in fondo non hanno mai avuto e mai avranno.
Perché quello che le donne non dicono non è niente in confronto a quel che gli uomini non sanno. (pag. 42)

L’ho trovato “romantico” nel senso più realistico del termine: l’amore ti porta a fare certe scelte e nonostante la bellezza e il grosso carico emotivo, la vita si dimostra più complicata di quello che le favole da “…e vissero tutti felici e contenti!” ti hanno insegnato a credere!

Perché per chiedere scusa devi prima ammettere di aver sbagliato, Virginia. ‘E poi perché nelle scuse si tende sempre a scordarsi la parte più importante. C’era un signore, che si chiamava Randy Pausch, che diceva che le buone scuse sono formate da tre parti: mi dispiace. E colpa mia. Cosa posso fare per rimediare? Ecco, quasi tutte le persone si dimenticano la terza parte. (pag. 152)

Bellissimo, lettura consigliata a tutti!

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Citazione della domenica da “La crociera” di Virginia Woolf

da “La crociera” di Virginia Woolf

Citazione della domenica da “L’ultima riga delle favole” di Massimo Gramellini

Citazione della domenica da “La crociera” di Virginia Woolf

da "La crociera" di Virginia Woolf
da “La crociera” di Virginia Woolf

Citazione della domenica da “La crociera” di Virginia Woolf

da "La crociera" di Virginia Woolf
da “La crociera” di Virginia Woolf

La crociera [Note di lettura]

La crociera – Virginia Woolf (1915)

Adeline Virginia Woolf

La crociera (titolo originale The Voyage Out) è il primo romanzo scritto da Virginia Woolf, è una vicenda di amore e di morte, sviluppata fuori dai canoni del tardo romanticismo.

La Woolf, già al suo debutto, è uno scrittore definito: già qui insegue l’incrociarsi impalpabile della vita dei sentimenti a quella dell’apparenza quotidiana.

Rachel e Terence, i due innamorati, si rincorrono, attratti in una sorta di aereo campo magnetico, quasi senza sfiorarsi. E l’amore, per loro, è un anelito al possesso che non si soddisfa mai; o una rete nella quale si trovano impigliati per il bisogno di scoprire la loro più autentica realtà spirituale.

Lo stile di scrittura è ricercato e molto bello, solo a tratti la storia diventa un po’ pedante.

Mi è sembrato, leggendo questa storia, che ciò che premesse di più alla Woolf, fosse rendere ben chiare le differenze tra i due sessi, soprattutto a livello concettuale: sono tanti i pregiudizi e le limitazioni che vengono imposti alle donne, nel romanzo, spesso sono loro stesse ad autodefinirsi poco intelligenti e affatto interessanti!

Ciò che appare evidente, è la profonda analisi psico-caratteriale dei personaggi, ognuno è caratterizzato alla perfezione e Hirst, in particolare, è così ottusamente presuntuoso, da suscitare compassione perfino nel lettore.

Ho fatto un po’ fatica a leggere perché non abbiamo davanti un racconto avventuroso, in cui l’autore ci trascina con sé alla scoperta di luoghi esotici e misteri celati.

Qui, va in scena uno spaccato di vita “comune” per una certa classe sociale dell’epoca e il tesoro è celato all’interno dei vari personaggi.

C’è un che di tragico nell’intera narrazione, si respira (o almeno così è parso a me!) un’atmosfera cupa e devo dire che quando descrive l’attrazione verso il fondo del mare, le pietre adagiate sul fondo che ti richiamano alla pace… Beh! Sono stata fulminata da brividi di ghiaccio, soprattutto perché questa immagine si collega tragicamente al modo in cui la Woolf è morta.

È una storia da “brividi” proprio in questo senso, l’ho trovata gotica e angosciosa seppure priva di scene e dettagli macabri.

Si percepisce profondamente il mal di vivere della scrittrice e forse è questa la nota stonata, diversamente sarebbe stata una storia insulsa, ma questo peso psicologico, infuso in ogni parola, mi ha appesantito (e non poco) la lettura, non si può parlare di un senso di tristezza… peggio!

Citazione della domenica da “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera

da "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera
da “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera