Nessun dove [Recensione]

Nessun dove, Neil Gaiman – Fanucci

Una storia accattivante che mi ha rapita sin dai “Prologo”.

La città nasconde cose che tutti possiamo vedere, ma che solo in pochi riescono a guardare veramente e a renderle reali, tangibili, in carne e ossa.

La magia non è solo nella bellezza: nella bruttezza e nell’orrore si nasconde un mondo fatto di talenti, di sfortuna e di incapacità, ma anche il fascino di qualcosa che va oltre la normalità e le convenzioni sociali.

Richard scoprirà che non tutto è come sembra e che se guardi bene, nel cono d’ombra delle cose, si nasconde un’altra vita: è sufficiente guardare con attenzione!

Una storia fantastica che a me sembra più una diversa coniugazione della vita che ci scorre vicino ogni giorno. Nessuno di noi si sofferma a osservare la spazzatura, ma è proprio qui che si fanno incontri interessanti e si viene in contatto con realtà sconosciute.

In fondo che cosa rappresenta Londra Sotto se non il luogo che raccoglie le persone più deboli e meno abbienti di tutte le periferie del mondo? Continua a leggere Nessun dove [Recensione]

I miei “strumenti di lettura”

La mia attività di lettura è molto intensa e ogni libro che leggo mi lascia qualcosa: sentimenti, sensazioni, riflessioni, idee…

Il problema è tenerne traccia.

Mentre leggo, infatti, ci sono degli elementi che continuano a ronzarmi in testa e se non gli do una giusta collocazione fisica, restano lì a ronzare e fare tanto rumore.

Ho provato con diverse App per il mio smartphone, più o meno fighe e user-friendly, ma… Non mi piace quella sensazione di evanescenza che assume tutto ciò che prende la via digitale, è come se quelle note non avessero corpo.

Un amico, ignaro di tutto ciò, mi ha regalato il Taccuino Rosso in foto (io odio il rosso, ma questo è un dettaglio irrilevante) e ho subito eliminato tutte le App a favore di una comunissima biro blu.

Per dargli un tono più professionale e per sentirmi anch’io un po’ più professionista della lettura, ho stampato una bella etichetta con il mio logo/nickname, il risultato non è un granché, ma mi sta bene così.

Man mano che leggo, annoto ciò che mi frulla per la testa e il rumore di tutti quei pensieri si volatilizza all’istante. Spero solo di trovare il tempo per riportare sul blog tutte le mie impressioni di lettura, recensendo i libri che leggo.

Purtroppo il tempo è tiranno e chi mi sta intorno non aiuta, anzi peggiora le cose, ma ho fatto delle scelte di vita e non posso né voglio esimermi dalle mie responsabilità.

Per cui 1) continuerò a leggere, con passione e con accanimento: la considero (la lettura) una vera e propria droga che non da assuefazione, solo dipendenza; 2) continuerò a fare le mie “recensioni” compatibilmente col tempo che mi è concesso dedicare a questa attività e sarò sempre felice di confrontarmi con voi; 3) continuerò a scrivere: anche se per il momento queste mie “elucubrazioni letterarie” le tengo per me, sono convinta che prima o poi troveranno una loro collocazione, anche il Cestino di Windows può essere utile allo scopo!

L’esorcista [Recensione]

L’esorcista, William Peter Blatty – Mondadori/Fazi Editore/IlSole24Ore

Un libro che fa paura o piuttosto che lascia un senso di inquietudine che finisce per popolare i tuoi sogni!

Guardai il film, tratto da questo romanzo, tanti anni fa e ne ho un chiaro ricordo, ero una bambina e mi impressionò molto (anche allora avevo gusti particolari…), ma non feci incubi, né mi spaventai a morte come molte mie compagne di scuola e di gioco.

Nel leggere ora il romanzo, dopo così tanto tempo, ho rivissuto le scene e le atmosfere del film: ho una buona memoria… Ma ciò che oggi è diverso, per me, è la percezione dei contenuti e dei messaggi che l’autore ha voluto trasmettere.

Fondamentale è considerare l’epoca in cui il romanzo è stato concepito e scritto. Ovviamente gli anni ’70 erano molto diversi dai giorni nostri e soprattutto era diverso il modo di affrontare la materia religiosa, l’indipendenza e l’affermazione femminile, il divorzio/separazione degli sposi e i ruoli che uomo e donna dovevano assumere nella società.

Posso con forza affermare che il romanzo mi è piaciuto molto di più del film (come al solito, aggiungerei!), leggendo si possono apprezzare tutte le sfumature della “malattia” di Regan.

La storia è bella, fa paura ed è scritta con molta accuratezza, è più profonda di ciò che potrebbe apparire se ci si lascia trasportare passivamente dagli eventi.

Riflettendoci un po’ sopra, non è così difficile pensare che cose del genere accadono tutti i giorni intorno a noi. Magari non con le manifestazioni esteriori della bambina posseduta, ma non è raro incontrare persone che dietro una maschera di educato buonismo, nascondono un male profondo e insensato. Continua a leggere L’esorcista [Recensione]

Il profumo [Recensione]

Il profumo, Patrick Süskind – Longanesi/TEA

Avevo già visto il film, ma il libro è tutt’altra cosa!

Di solito nei film è difficile trasmettere i pensieri e l’intera sfera psicologica del personaggio, in questo caso specifico poi, la cosa era ancora più complessa visto che abbiamo a che fare con il senso dell’olfatto e con gli odori, i profumi e le puzze nauseabonde descritte così come vengono percepite dal protagonista.

La storia è particolare e a tratti truculenta, a volte ho avuto la sensazione che lo scrittore forzasse un po’ gli eventi per non rendere il tutto troppo noioso. Ma tutto ha un senso ed è bravissimo nella descrizione degli odori di Parigi.

Durante la lettura, quando descriveva la città dal punto di vista olfattivo, ho avuto come un déjà-vu, ha risvegliato in me il ricordo di “Notre-Dame de Paris” di Victor Hugo, che ho letto molti anni fa: le stesse ammucchiate di persone e immondizia, la stessa lugubre atmosfera.
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Jezabel [Recensione]

Jezabel – Irène Némirovsky

Leggete qualunque cosa abbia scritto Irène Némirovsky, è un’autrice poco conosciuta, ma che, secondo me, ha diritto a un più alto riconoscimento e a una maggiore diffusione in ambito letterario.

Dovrebbero suggerirla gli insegnati ai ragazzi delle nostre scuole, è una lettura molto istruttiva.
In particolare, questo romanzo rappresenta una critica spietata e una netta condanna alla vanità femminile, al voler essere sempre giovani e belle, a discapito di tutto e soprattutto di tutti.

Gladys calpesterà ogni persona che le intralcerà il passo, non può fare a meno di sentirsi desiderata dagli uomini, questa bramosia, questo idillio dei sensi è la sua droga e la porterà a seppellire tutti.
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Post Office [Recensione]

Post Office – Charles Bukowski

Primo romanzo che leggo di questo autore e devo ammettere che mi aspettavo una scrittura più volgare e infarcita di parolacce. I pregiudizi sono davvero armi letali!

In realtà sembra che a scrivere sia un qualunque ‘povero cristo’ che deve lavorare per potersi permettere una vita normale.

Più o meno.

Non tutti sono capaci, attraverso la scrittura, di esprimere concetti e sentimenti e fare un quadro chiaro di una vita, una società e un’epoca come ha fatto Henry Chinaski, protagonista assoluto del romanzo.

Di sicuro il lavoro del postino non è come l’immaginavo!

Da bambina, vedevo il nostro postino trotterellare allegro per le strade del quartiere, con la sua tracolla di cuoio perennemente aperta e Continua a leggere Post Office [Recensione]

I mercanti dello spazio [Recensione]

I mercanti dello spazio – Mondadori URANIA Collezione 012

Ultimamente, più leggo e più penso che davvero sia già stato scritto tutto e che ogni nuova idea, non è nuova per niente.

Questo romanzo è stato pubblicato nel 1953, ma sembra che Pohl e Kornbluth l’abbiano scritto ieri: è di un’attualità disarmante!

Ma ciò che più mi sconvolge è che, nonostante loro avessero già narrato cosa potesse accadere agli uomini in balia della pubblicità, proprio ieri leggevo che secondo una statistica, ognuno di noi è oggetto di circa 3.000 (TREMILA) messaggi pubblicitari al giorno.
Al giorno?
Sì, al giorno: sconvolgente!

E così, durante la lettura, oltre a essermi divertita un mondo a seguire le avventure di questo improbabile eroe, mi sono più volte domandata quante, delle cose che mi piacciono, sono semplicemente il risultato di un “lavaggio” pubblicitario del cervello e quante, invece, le preferisco a prescindere dalle mode, dai gusti altrui e dalle campagne marketing.

Quanto è omologata la nostra società a standard estetici, etici ecc.? Continua a leggere I mercanti dello spazio [Recensione]