Gli sdraiati [Note di lettura]

Gli sdraiati – Michele Serra

Avevo poco tempo a disposizione e ho scelto di immergermi (finalmente) tra le pagine di questo libriccino che attende da tempi immemori di essere letto!

E niente. Non mi ha convinta, non che non mi sia piaciuto leggerlo, ma mi aspettavo qualcosa di diverso, più ironico e irriverente, più fulminante e/o illuminante.

Tolti alcuni passaggi abbastanza ironici e scritti con arguzia, non dice nulla di nuovo, né di originale sulla questione del divario generazionale tra genitori e figli.

La voce narrante è pedante e oltremodo lagnosa, quest’uomo adulto a tratti sembra ragionare peggio del suo adolescente figlio e commette i classici errori dei padri che vorrebbero vedere i figli ricalcare il proprio cammino.

L’ho trovato un altezzoso esercizio di stile e a tratti volutamente (ma a parer mio inutilmente) volgare: mi aspettavo qualcosa di meglio!

L’unico punto a favore è la conoscenza e il sapiente uso della lingua italiana da parte dell’autore, per il resto non è una lettura di cui non si può fare a meno, forse il film in uscita (commedia del 2018, diretto da Francesca Archibugi, con Claudio Bisio e Antonia Truppo. Distribuito da Lucky Red) sarà più interessante da guardare!

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Fahrenheit 451 (Gli anni della Fenice)

Fahrenheit 451 – Ray Bradbury (1953)

Fahrenheit 451 (Gli anni della fenice) – Mondadori

Profetico è il primo aggettivo che mi ha ispirato questo libro e vi consiglio caldamente di leggerlo almeno una volta nella vita.

In realtà parliamo di un libriccino che si legge agevolmente, io l’ho divorato in un paio di giorni nonostante il pochissimo tempo a disposizione!

Questo è uno dei libri più letti della storia e non potevo lasciarmi sfuggire questa vecchissima edizione Mondadori, quello che posso dire è che nonostante sia un po’ “datato”, vale la pena leggerlo: è molto più attuale di quello che si possa pensare!

Mi ha spiazzato il modo in cui narra l’attualissimo desiderio di stordirsi, di allontanarsi (almeno con il pensiero) dalla realtà che ci circonda e perdersi di fronte a TV, smartphone, tablet, PC, console di gioco e diavolerie varie.

Il libro, qui, assume il ruolo di “deviatore” delle coscienze. Nessuno lo ha imposto, è l’umanità stessa che ha finito per bandire l’oggetto libro quale veicolo di tristezza, avvelenatore dell’anima, inutile concentrato di pensieri sbagliati e fuorvianti.

Meglio bruciarli i libri portatori problemi, meglio fare finta che va tutto bene, che siamo felici di conversare con la nostra “famiglia” virtuale per poi finire, nel silenzio e nell’indifferenza generale, nel vortice di sonniferi e tentativi di suicidio…

Questo libro fa riflettere molto e la cosa che più mi stupisce, è che già negli anni ’50, Bradbury teorizzava concetti così attuali oggi per noi che viviamo nel nuovo millennio.

Possibile che l’uomo resti cieco e sordo di fronte a concetti già analizzati e spiegati da decine di anni?
Possibile che tutti questi scritti non abbiamo insegnato niente o almeno ammonito nessuno?

Leggete gente, leggete tanto: fa bene alla salute!

Nessun dove [Recensione]

Nessun dove, Neil Gaiman – Fanucci

Una storia accattivante che mi ha rapita sin dai “Prologo”.

La città nasconde cose che tutti possiamo vedere, ma che solo in pochi riescono a guardare veramente e a renderle reali, tangibili, in carne e ossa.

La magia non è solo nella bellezza: nella bruttezza e nell’orrore si nasconde un mondo fatto di talenti, di sfortuna e di incapacità, ma anche il fascino di qualcosa che va oltre la normalità e le convenzioni sociali.

Richard scoprirà che non tutto è come sembra e che se guardi bene, nel cono d’ombra delle cose, si nasconde un’altra vita: è sufficiente guardare con attenzione!

Una storia fantastica che a me sembra più una diversa coniugazione della vita che ci scorre vicino ogni giorno. Nessuno di noi si sofferma a osservare la spazzatura, ma è proprio qui che si fanno incontri interessanti e si viene in contatto con realtà sconosciute.

In fondo che cosa rappresenta Londra Sotto se non il luogo che raccoglie le persone più deboli e meno abbienti di tutte le periferie del mondo? Continua a leggere Nessun dove [Recensione]

I miei “strumenti di lettura”

La mia attività di lettura è molto intensa e ogni libro che leggo mi lascia qualcosa: sentimenti, sensazioni, riflessioni, idee…

Il problema è tenerne traccia.

Mentre leggo, infatti, ci sono degli elementi che continuano a ronzarmi in testa e se non gli do una giusta collocazione fisica, restano lì a ronzare e fare tanto rumore.

Ho provato con diverse App per il mio smartphone, più o meno fighe e user-friendly, ma… Non mi piace quella sensazione di evanescenza che assume tutto ciò che prende la via digitale, è come se quelle note non avessero corpo.

Un amico, ignaro di tutto ciò, mi ha regalato il Taccuino Rosso in foto (io odio il rosso, ma questo è un dettaglio irrilevante) e ho subito eliminato tutte le App a favore di una comunissima biro blu.

Per dargli un tono più professionale e per sentirmi anch’io un po’ più professionista della lettura, ho stampato una bella etichetta con il mio logo/nickname, il risultato non è un granché, ma mi sta bene così.

Man mano che leggo, annoto ciò che mi frulla per la testa e il rumore di tutti quei pensieri si volatilizza all’istante. Spero solo di trovare il tempo per riportare sul blog tutte le mie impressioni di lettura, recensendo i libri che leggo.

Purtroppo il tempo è tiranno e chi mi sta intorno non aiuta, anzi peggiora le cose, ma ho fatto delle scelte di vita e non posso né voglio esimermi dalle mie responsabilità.

Per cui 1) continuerò a leggere, con passione e con accanimento: la considero (la lettura) una vera e propria droga che non da assuefazione, solo dipendenza; 2) continuerò a fare le mie “recensioni” compatibilmente col tempo che mi è concesso dedicare a questa attività e sarò sempre felice di confrontarmi con voi; 3) continuerò a scrivere: anche se per il momento queste mie “elucubrazioni letterarie” le tengo per me, sono convinta che prima o poi troveranno una loro collocazione, anche il Cestino di Windows può essere utile allo scopo!

L’esorcista [Recensione]

L’esorcista, William Peter Blatty – Mondadori/Fazi Editore/IlSole24Ore

Un libro che fa paura o piuttosto che lascia un senso di inquietudine che finisce per popolare i tuoi sogni!

Guardai il film, tratto da questo romanzo, tanti anni fa e ne ho un chiaro ricordo, ero una bambina e mi impressionò molto (anche allora avevo gusti particolari…), ma non feci incubi, né mi spaventai a morte come molte mie compagne di scuola e di gioco.

Nel leggere ora il romanzo, dopo così tanto tempo, ho rivissuto le scene e le atmosfere del film: ho una buona memoria… Ma ciò che oggi è diverso, per me, è la percezione dei contenuti e dei messaggi che l’autore ha voluto trasmettere.

Fondamentale è considerare l’epoca in cui il romanzo è stato concepito e scritto. Ovviamente gli anni ’70 erano molto diversi dai giorni nostri e soprattutto era diverso il modo di affrontare la materia religiosa, l’indipendenza e l’affermazione femminile, il divorzio/separazione degli sposi e i ruoli che uomo e donna dovevano assumere nella società.

Posso con forza affermare che il romanzo mi è piaciuto molto di più del film (come al solito, aggiungerei!), leggendo si possono apprezzare tutte le sfumature della “malattia” di Regan.

La storia è bella, fa paura ed è scritta con molta accuratezza, è più profonda di ciò che potrebbe apparire se ci si lascia trasportare passivamente dagli eventi.

Riflettendoci un po’ sopra, non è così difficile pensare che cose del genere accadono tutti i giorni intorno a noi. Magari non con le manifestazioni esteriori della bambina posseduta, ma non è raro incontrare persone che dietro una maschera di educato buonismo, nascondono un male profondo e insensato. Continua a leggere L’esorcista [Recensione]

Il profumo [Recensione]

Il profumo, Patrick Süskind – Longanesi/TEA

Avevo già visto il film, ma il libro è tutt’altra cosa!

Di solito nei film è difficile trasmettere i pensieri e l’intera sfera psicologica del personaggio, in questo caso specifico poi, la cosa era ancora più complessa visto che abbiamo a che fare con il senso dell’olfatto e con gli odori, i profumi e le puzze nauseabonde descritte così come vengono percepite dal protagonista.

La storia è particolare e a tratti truculenta, a volte ho avuto la sensazione che lo scrittore forzasse un po’ gli eventi per non rendere il tutto troppo noioso. Ma tutto ha un senso ed è bravissimo nella descrizione degli odori di Parigi.

Durante la lettura, quando descriveva la città dal punto di vista olfattivo, ho avuto come un déjà-vu, ha risvegliato in me il ricordo di “Notre-Dame de Paris” di Victor Hugo, che ho letto molti anni fa: le stesse ammucchiate di persone e immondizia, la stessa lugubre atmosfera.
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Jezabel [Recensione]

Jezabel – Irène Némirovsky

Leggete qualunque cosa abbia scritto Irène Némirovsky, è un’autrice poco conosciuta, ma che, secondo me, ha diritto a un più alto riconoscimento e a una maggiore diffusione in ambito letterario.

Dovrebbero suggerirla gli insegnati ai ragazzi delle nostre scuole, è una lettura molto istruttiva.
In particolare, questo romanzo rappresenta una critica spietata e una netta condanna alla vanità femminile, al voler essere sempre giovani e belle, a discapito di tutto e soprattutto di tutti.

Gladys calpesterà ogni persona che le intralcerà il passo, non può fare a meno di sentirsi desiderata dagli uomini, questa bramosia, questo idillio dei sensi è la sua droga e la porterà a seppellire tutti.
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