Diavoleide [Note di lettura]


Diavoleide – Michail Afanas’evič Bulgakov – (Sírin Classica) Voland

Diavoleide (…) è un racconto scritto in modo furioso, pullula di verbi di moto, di ripetizioni martellanti, di dialoghi rapidi (…) So bene che è facile parlare con il senno di poi – di lì a tre anni, nel 1928, Bulgakov avrebbe iniziato a elaborare uno dei più grandi romanzi del ‘900 e di sempre…

Forse è proprio con Diavoleide che il “seme del diavolo” si impossessa definitivamente di Bulgakov: è da qui, da questo piccolo libro, allora, che bisogna partire per entrare nel mondo allucinato e grottesco di uno dei massimi scrittori del XX secolo.

Lo stile di scrittura è coinvolgente e ironicamente amaro

Lo scrittore sceglie con cura le parole da usare, sempre nel numero giusto, mai troppe né troppo poche.

Il testo sembra tagliato con precisione chirurgica, devo dire da subito che mi è piaciuto moltissimo e ve ne consiglio caldamente la lettura.

Delirante e ossessivo, soprattutto il primo racconto, ti catapulta in un incubo che ti risucchia come un vortice malefico.

Si percepisce l’angoscia come fosse un’entità di carne e ossa, si tocca la paura irrazionale e si sfiora la follia di uomini dalla vita normale, comune.

Ci racconta del momento in cui il “vaso ha iniziato a traboccare” e lo fa con maestria.

Nulla è superfluo, anzi al termine della lettura sembra di aver letto un racconto in cui l’autore si comporta come il bulimico: rovescia tutto ciò che riesce sul lettore… ma qualcosa è stato trattenuto e io avrei voluto leggere quel “qualcosa”!

Forse lo troverò in altre opere di questo straordinario autore!

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Fahrenheit 451 (Gli anni della Fenice)

Fahrenheit 451 – Ray Bradbury (1953)

Fahrenheit 451 (Gli anni della fenice) – Mondadori

Profetico è il primo aggettivo che mi ha ispirato questo libro e vi consiglio caldamente di leggerlo almeno una volta nella vita.

In realtà parliamo di un libriccino che si legge agevolmente, io l’ho divorato in un paio di giorni nonostante il pochissimo tempo a disposizione!

Questo è uno dei libri più letti della storia e non potevo lasciarmi sfuggire questa vecchissima edizione Mondadori, quello che posso dire è che nonostante sia un po’ “datato”, vale la pena leggerlo: è molto più attuale di quello che si possa pensare!

Mi ha spiazzato il modo in cui narra l’attualissimo desiderio di stordirsi, di allontanarsi (almeno con il pensiero) dalla realtà che ci circonda e perdersi di fronte a TV, smartphone, tablet, PC, console di gioco e diavolerie varie.

Il libro, qui, assume il ruolo di “deviatore” delle coscienze. Nessuno lo ha imposto, è l’umanità stessa che ha finito per bandire l’oggetto libro quale veicolo di tristezza, avvelenatore dell’anima, inutile concentrato di pensieri sbagliati e fuorvianti.

Meglio bruciarli i libri portatori problemi, meglio fare finta che va tutto bene, che siamo felici di conversare con la nostra “famiglia” virtuale per poi finire, nel silenzio e nell’indifferenza generale, nel vortice di sonniferi e tentativi di suicidio…

Questo libro fa riflettere molto e la cosa che più mi stupisce, è che già negli anni ’50, Bradbury teorizzava concetti così attuali oggi per noi che viviamo nel nuovo millennio.

Possibile che l’uomo resti cieco e sordo di fronte a concetti già analizzati e spiegati da decine di anni?
Possibile che tutti questi scritti non abbiamo insegnato niente o almeno ammonito nessuno?

Leggete gente, leggete tanto: fa bene alla salute!

Un colpo di vento [Note di lettura]

Un colpo di vento – Ferdinand von Schirach

Colpita, all’epoca dell’uscita, dai soliti titoloni e proclami del nuovo “caso letterario”, l’ho acquistato e risposto per poi dimenticarmene…

L’ho ritrovato e iniziato a leggere senza troppo approfondirne la trama. E che cosa scopro? Che si tratta di una raccolta di racconti e forse sono l’unica al mondo che non lo sapeva (mai comprare un libro per la copertina…)!

I racconti sono ben scritti dall’avvocato penalista Ferdinand von Schirach che ci parla di crimini e di criminali di tutte le specie, ma seppur bene argomentati, mi hanno fatto pensare a un luogo asettico e incolore.

Nessun sentimento, né emozione è stato capace di trasmettermi questo autore e a distanza di un mese dalla lettura, quasi non ricordo più le vicende narrate!

Questo è il classico libro che si legge velocemente e anche piacevolmente, peccato che non lasci nulla se non una sensazione di distacco: più volte mi è sembrato di leggere dei semplici resoconti di cronaca giudiziaria.

Magari in spiaggia trova la sua giusta collocazione, ma se cercate una lettura più entusiasmante e che vi faccia appassionare e immedesimare nei personaggi, non vi consiglio questo volume.

Voi l’avete letto? Io gli ho dato 3 stelle su Goodreads, di più proprio non me la sentivo.

Gente del Wyoming – I segreti di Brokeback Mountain [Note di lettura]

Gente del Wyoming – Annie Proulx

Durante la lettura, mi ha condizionato molto l’aver visto anni fa, il film tratto da questo racconto!

I segreti di Brokeback Mountain (2005) - MYmovies.it

La vicenda narrata è densa, ma la scrittrice l’ha raccolta in meno di cento pagine, in confronto al libro, il film è intenso e lunghissimo.

La storia è molto cruda, carnale e asciutta, ma piena di sentimenti non verbalmente espressi. Questo racconto è l’incarnazione dei quello che è (per me) lo “show don’t tell” sapientemente usato.

Bello e romantico, ma per niente smielato. Brutale e reale, come la vita delle persone a cui si è sicuramente ispirata la scrittrice.

Questo racconto un po’ crea disagio o “scandalo”, ma io ero preparata avendo già visto il film.

La storia è scritta talmente bene che nonostante fossi molto stanca e conoscessi già l’intero intreccio, non sono riuscita a smettere di leggere…

I protagonisti del libro sono più “veri” di quelli visti al cinema e forse è anche la loro personalità/fisicità a rendere il tutto più reale e più brutale.

La Proulx, non approfondisce affatto il capitolo Messico come invece hanno fatto nel film, lascia molte cose sottese e come per l’horror, ciò che colpisce di più è proprio il non detto, il non visto, ciò che gli stessi protagonisti credono di sapere della vita dell’altro e che attraverso il lettore si trasforma in ciò che “deve” essere: costruito su misura per ciascuno di noi lettori.

Una scrittura e una penna che meritano sicuramente maggiore attenzione. Vorrei essere anch’io capace di dire così tante cose con così poche parole: questa è magia!

Per chi suona la campana [Note di lettura]

Per chi suona la campana – Ernest Hemingway (1940)

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Romanzo bellissimo, profondo e talmente reale da risultare spiazzante nella sua crudeltà! Sento ancora adesso, a distanza di mesi dalla lettura, gli aghi dei pini scricchiolare nel bosco, il freddo sulla pelle, il peso del fidato sacco a pelo, la cucina di Pilar e tanti altri dettagli che sono rimasti profondamente impressi nella mia memoria.

Gli eventi narrati sono così tragici che si arriva a pensare che la vita e la morte in guerra, sono frutto del caso. Non c’è un motivo particolare perché tu resti vivo o finisci steso a terra, schiantato da una raffica di proiettili o da una bomba.

Non c’è giustizia, non ci sono spiegazioni… esiste solo la vita che ti è concesso di vivere, puoi solamente scegliere, e non è poco, in che modo riempire il tempo che ti separa dalla dipartita.

In questa storia, lo scrittore è presente (quasi fisicamente) con le proprie esperienze e riflessioni su eventi orribili, troppo sconcertanti da lasciarti sano di mente.

Alla fine di tutto, chi ha vissuto come Hemingway gli orrori bellici, finisce per considerare del tutto insensata e inutile la vita normale, quella ordinaria che noi abbiamo la fortuna di vivere.

Come può, un uomo che ha ucciso altri uomini, continuare a vivere senza sentirsi inadeguato, sbagliato, un mostro che non merita la vita?

Un romanzo dall’apparenza noiosa e priva di avventura, che cela un dramma inimmaginabile, riprodotto in un piccolo gruppo di uomini e donne che rappresentano l’intera umanità, così varia, tanto buona e profondamente cattiva.

Bellissimo e intenso, ti commuove fino alle lacrime.

La ragazza caduta dal cielo (Inspector Wexford, #7) [Note di lettura]

La ragazza caduta dal cielo (Inspector Wexford #7) – Ruth Rendell (1988)

Avevo bisogno di leggere qualcosa di poco impegnativo e al tempo stesso godibile, cosa c’è di meglio di un giallo in estate?

Il clichè del giallo sotto l’ombrellone è intramontabile e visto il periodo (erano i primi giorni di agosto), tra le tante cose che ho in libreria che aspettano di essere lette, ho scelto questa storia un pò macabra. Ho pescato questo libricino non so da dove e sia per il tema che per le dimensioni, ho cominciato a leggerlo e l’ho concluso in poco tempo.

George Baker interpreta l'Ispettore capo Wexford, il protagonista della serie TV "The Ruth Rendell Mysteries"
George Baker interpreta l’Ispettore capo Wexford, il protagonista della serie TV “The Ruth Rendell Mysteries”
Viene scoperto il cadavere di una ragazza tra due tombe in un vecchio cimitero, non si sa chi sia questa giovane donna e Wexford, che si trova a Londra per un periodo di riposo e convalescenza, scopre che suo nipote Howard sta dirigendo le indagini attorno all’omicidio di Loveday Morgan e contro la sua stessa volontà, si lascia coinvolgere dal caso.

Che dire di questo giallo, non mi aspettavo niente di diverso da ciò che ho letto: una storia piacevole, ben scritta e argomentata, personaggi ben caratterizzati, scorrevole ed esaustiva.

Non sono un’esperta di gialli, ma devo dire che questo racconto è scritto estremamente bene, in poche pagine i tanti personaggi trovano una giusta collocazione.

Insomma tanta “roba” magistralmente mescolata a creare una storia che, nella sua tragicità, è verosimile e reale più di quanto mi sarei aspettata.

Ciò che mi ha subito colpito è la qualità della scrittura. Mi sono abituata ad aspettarmi errori e refusi vari nei libri che leggo… in questo si nota quella cura e qualità editoriale così rari da trovare oggi (purtroppo) anche nei romanzi più “famosi” o commerciali che dir si voglia!

I romanzi del secolo scorso erano fatti di un’altra stoffa… come gli arredi antichi costruiti con vero legno, anche i romanzi “antichi” erano fatti di letteratura vera!

L’Alienista [Note di lettura]

L’Alienista (Dr. Laszlo Kreizler #1) – Caleb Carr (1994)

TheAlienistUna rivelazione!

Non conoscevo né l’autore, né il romanzo… sembra di leggere un caso alla CSI, ma ambientato ai tempi di Roosevelt (Hyde Park, 30 gennaio 1882 – Warm Springs, 12 aprile 1945).

Scritto bene e dal ritmo incalzante, si nota però che è una “penna moderna” e per quanto l’ambientazione storica sia ben riuscita, non lo sono altrettanto i modi di fare dei vari personaggi.

Notizia di ieri (11 aprile 2016):
Alienist author Caleb Carr returns to series after 20 years — exclusive

Nonostante la storia sia piacevole da leggere, non mi ha catturata al punto da spingermi a dedicare a questo libro ogni secondo del mio tempo libero…

La trama, di per sé, è bella e affascinante, ma abituati come siamo a trasmissioni che spiegano nel dettaglio i tantissimi e molteplici “casi criminali”, mi è parso di leggere più che un romanzo, la sceneggiatura di una delle tante Crime Story (per intenderci, telefilm tipo CSI). Continua a leggere L’Alienista [Note di lettura]