La crociera [Note di lettura]


La crociera – Virginia Woolf (1915)

Adeline Virginia Woolf

La crociera (titolo originale The Voyage Out) è il primo romanzo scritto da Virginia Woolf, è una vicenda di amore e di morte, sviluppata fuori dai canoni del tardo romanticismo.

La Woolf, già al suo debutto, è uno scrittore definito: già qui insegue l’incrociarsi impalpabile della vita dei sentimenti a quella dell’apparenza quotidiana.

Rachel e Terence, i due innamorati, si rincorrono, attratti in una sorta di aereo campo magnetico, quasi senza sfiorarsi. E l’amore, per loro, è un anelito al possesso che non si soddisfa mai; o una rete nella quale si trovano impigliati per il bisogno di scoprire la loro più autentica realtà spirituale.

Lo stile di scrittura è ricercato e molto bello, solo a tratti la storia diventa un po’ pedante.

Mi è sembrato, leggendo questa storia, che ciò che premesse di più alla Woolf, fosse rendere ben chiare le differenze tra i due sessi, soprattutto a livello concettuale: sono tanti i pregiudizi e le limitazioni che vengono imposti alle donne, nel romanzo, spesso sono loro stesse ad autodefinirsi poco intelligenti e affatto interessanti!

Ciò che appare evidente, è la profonda analisi psico-caratteriale dei personaggi, ognuno è caratterizzato alla perfezione e Hirst, in particolare, è così ottusamente presuntuoso, da suscitare compassione perfino nel lettore.

Ho fatto un po’ fatica a leggere perché non abbiamo davanti un racconto avventuroso, in cui l’autore ci trascina con sé alla scoperta di luoghi esotici e misteri celati.

Qui, va in scena uno spaccato di vita “comune” per una certa classe sociale dell’epoca e il tesoro è celato all’interno dei vari personaggi.

C’è un che di tragico nell’intera narrazione, si respira (o almeno così è parso a me!) un’atmosfera cupa e devo dire che quando descrive l’attrazione verso il fondo del mare, le pietre adagiate sul fondo che ti richiamano alla pace… Beh! Sono stata fulminata da brividi di ghiaccio, soprattutto perché questa immagine si collega tragicamente al modo in cui la Woolf è morta.

È una storia da “brividi” proprio in questo senso, l’ho trovata gotica e angosciosa seppure priva di scene e dettagli macabri.

Si percepisce profondamente il mal di vivere della scrittrice e forse è questa la nota stonata, diversamente sarebbe stata una storia insulsa, ma questo peso psicologico, infuso in ogni parola, mi ha appesantito (e non poco) la lettura, non si può parlare di un senso di tristezza… peggio!

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Pubblicato da

Filomena scrive...

Lettrice ingorda, insaziabile, onnivora. Scrivo per passione e per necessità.

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