Il Vangelo secondo Gesù Cristo [Note di lettura]


Il Vangelo secondo Gesù Cristo – José Saramago (1991)

Tanto decantato, avevo provato svariate volte a leggere questo libro, ma puntualmente mi fermavo annoiata a pagina dieci!

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Poi nel periodo di Pasqua, mi son detta: ora o mai più! In quel periodo particolare dell’anno sono più coinvolta da certi argomenti e sono riuscita (finalmente) a leggerlo tutto, fino all’ultima riga e senza alcuna interruzione.

Alcuni definiscono questo romanzo come offensivo e blasfemo, altri come una lucida analisi di ciò che più probabilmente è accaduto davvero.

Io non lo so. So solo che un romanzo, per quanto blasfemo e sbagliato, non può togliermi la Fede!

Mi redo perfettamente conto che è difficile accettare certi Dogmi, per esempio la verginità di Maria,

che alcuni eventi della vita di Gesù possono essere interpretati in modo diverso, ma non dimentichiamo che il nostro giudizio è fortemente condizionato dall’epoca in cui viviamo (vedi la spugna imbevuta d’aceto per dissetare Gesù crocifisso!).

Lo stile di scrittura non è semplice e lineare e proprio per questo ho dovuto fare diversi tentativi prima di riuscire a leggerlo tutto. Per me è stata un’esperienza di lettura “immersiva”, riuscivo a fermarmi solo quando la narrazione si spostava su altri personaggi e altri ambienti.

Nonostante gli eventi siano trattati in maniera profondamente diversa, l’atmosfera che ho sperimentato leggendo questo libro, è la stessa provata assistendo a varie rappresentazioni della Via Crucis.

Ho riscoperto l’esistenza di un Giuseppe inedito, scontato, per certi versi, ma forse più vero di quell’immagine stereotipata del buon falegname, appoggiato a un bastone che non appena fa qualche domanda, arriva un angelo a tranquillizzarlo, zittirlo, anestetizzarlo…

Risalta molto la figura di Maria e delle tradizioni dell’epoca legate al concepimento, alla gravidanza, al parto e alla purificazione del corpo della donna/madre.

Ci si innamora di questi personaggi, nonostante le vicende “riscritte” da Saramago, seguono una logica molto diversa da quella cui ci hanno abituato.

Mi ha fatto molto riflettere l’obiezione di Maria di Magdala alla morte di Lazzaro: che male, quali orrendi peccati ha commesso questo ragazzo, per affrontare due volte la morte? Eh, già! La risuscitazione dai morti non l’avevo mai vista come una punizione… Del resto ce l’hanno sempre esposto come un miracolo e come può essere sbagliato o negativo un miracolo?

Il finale mi ha delusa, è finito tutto di colpo, senza seguire la stessa logica che accompagna la prima parte del romanzo.

Nonostante le enormi differenze con la storia che conosciamo, non si può non riflettere sulla vita e le vicende di questi uomini e donne. Sono arrivata all’ultima riga senza accorgermene, quando ho voltato pagina e ho capito che la storia finiva lì, è stato come se la lama di una ghigliottina invisibile avesse tagliato di netto il flusso dei miei pensieri.

Mi aspettavo di più sulla scena della Crocifissione, non mi aspettavo nulla sulla Resurrezione di Gesù, ma qualcosa di più sulla sua morte, si. Pazienza…

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Pubblicato da

Filomena scrive...

Lettrice ingorda, insaziabile, onnivora. Scrivo per passione e per necessità.

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