Il profumo [Recensione]


Il profumo, Patrick Süskind – Longanesi/TEA

Avevo già visto il film, ma il libro è tutt’altra cosa!

Di solito nei film è difficile trasmettere i pensieri e l’intera sfera psicologica del personaggio, in questo caso specifico poi, la cosa era ancora più complessa visto che abbiamo a che fare con il senso dell’olfatto e con gli odori, i profumi e le puzze nauseabonde descritte così come vengono percepite dal protagonista.

La storia è particolare e a tratti truculenta, a volte ho avuto la sensazione che lo scrittore forzasse un po’ gli eventi per non rendere il tutto troppo noioso. Ma tutto ha un senso ed è bravissimo nella descrizione degli odori di Parigi.

Durante la lettura, quando descriveva la città dal punto di vista olfattivo, ho avuto come un déjà-vu, ha risvegliato in me il ricordo di “Notre-Dame de Paris” di Victor Hugo, che ho letto molti anni fa: le stesse ammucchiate di persone e immondizia, la stessa lugubre atmosfera.

Una storia che lascia una scia di follia e che fa riflettere sulle proprie, personali ossessioni, sul senso della presenza dell’uomo nel mondo e sui valori della vita in generale.

TRAMA
Il romanzo narra la vita di Jean-Baptiste Grenouille, nella Francia del XVIII secolo. Nato nel quartiere più povero e maleodorante di Parigi, Grenouille è dotato di un olfatto sovrumano, ma è completamente privo di un proprio odore, nonché incapace di provare qualunque sentimento umano. Abbandonato tra i rifiuti subito dopo la nascita dalla madre, che per questo viene condannata a morte, Grenouille viene trasferito in un orfanotrofio gestito dalla bambinaia Madame Gaillard, dove cresce completamente disinteressato alla compagnia umana, ma affascinato dalla moltitudine di odori che il suo potentissimo olfatto riesce a sentire. Venduto poi ancora bambino ad una conceria, Grenouille cresce lavorando in condizioni miserabili. Ormai ragazzo, una notte Grenouille capta il profumo di una ragazza e, anziché provare il disgusto che normalmente gli causano gli odori umani, lo trova sublime, e uccide la ragazza per poi annusarla voracemente. Decide così che il suo scopo nella vita è diventare un esperto nel campo degli odori e, a questo proposito, riesce a farsi assumere come apprendista nella profumeria di Giuseppe Baldini, dal quale si lascia sfruttare, creando, grazie al suo straordinario olfatto, magnifici profumi che Baldini vende spacciando per proprie creazioni. In cambio Baldini gli insegna le tecniche dell’arte della profumeria.

Ottenuto il diploma di garzone, Grenouille decide di dirigersi a Grasse, dove, come ha appreso da Baldini, si fa uso nel campo della profumeria di tecniche più avanzate della semplice distillazione appresa presso Baldini. Il suo viaggio, però, si interrompe quando giunge nei pressi della montagna Plomb du Cantal. Accortosi della totale assenza di odori umani che vi è in questo luogo, decide di abitare in una caverna dentro la montagna, quasi sempre in uno stato di incoscienza, sognandosi creatore di un mondo costituito esclusivamente da profumi. Dopo sette anni, tuttavia, in seguito ad un incubo in cui si rende conto per la prima volta di non avere un proprio odore personale, Grenouille decide di lasciare la montagna. Viene inizialmente accolto a Montpellier dal marchese de la Taillade-Espinasse, autore di bizzarre teorie pseudoscientifiche, che lo usa come cavia per le sue ricerche. Sempre a Montpellier crea un profumo che simula l’odore dell’essere umano e si accorge che usandolo non viene evitato o ignorato dagli altri uomini per la sua assenza di odore, come succede normalmente. Inizia così a meditare (come atto di puro disprezzo verso gli uomini) la creazione di un profumo talmente meraviglioso che costringa l’umanità intera ad amarlo e idolatrarlo.

LA MIA OPINIONE
Nel complesso una buona lettura, una scrittura tutto sommato semplice nonostante l’argomento fosse abbastanza ostico da trattare.

Descrivere una percezione odorosa non è facile e in questo devo dare merito a Süskind, non sono molti gli scrittori così capaci!

Banalmente, posso però affermare che la storia, di per sé, non è costellata di colpi di scena e di eventi inimmaginabili. La vicenda del nostro Grenouille, si può paragonare a una barchetta di carta gettata in un ruscello: leggendo, seguiamo il suo inevitabile corso e la sua inevitabile caduta.

Il bello, infatti, non è negli eventi narrati o nelle dinamiche che vedono protagonista quest’uomo pazzo, ma piuttosto “come” vengono trattate le vicende di cui è protagonista Grenouille, l’autore ha saputo toccare le corde giuste e se devo dire la verità, la parte che più mi è piaciuta è proprio quella dell’isolamento dal resto del mondo.

Immaginare chiunque in una grotta, solo e senza alcuna comodità per sette lunghissimi anni, mi fa accapponare la pelle e tutto il romanzo lascia questa sensazione di distorto, sbagliato, di qualcosa contro natura.

Grenouille passa attraverso molte vicissitudini e il suo è un po’ un viaggio incontro a se stesso, un pazzo che non sa di esserlo, un uomo che non vuol essere come tutti gli altri uomini, un essere che desidera riconoscimenti e considerazione, ma quando infine troverà ciò che cerca, capirà che non è quello che sognava per sé.

Il film è tutt’altra cosa, di tutte queste sensazioni non me ne ha trasmessa neppure una. La pellicola, per quel che ricordo, era più incentrata sulla spettacolarità degli omicidi, nel libro è proprio la componente psicologica ed emotiva a farla da padrona e devo dire che ho molto apprezzato questo thriller.

Una lettura piacevole e intensa che mi ha dato molti spunti di riflessione e che apre gli occhi sul senso dell’olfatto come “strumento” di conoscenza del mondo e degli uomini.

Davvero un bel libro, bella la storia (anche se a tinte fosche!) e ben scritto, magari non è un capolavoro della letteratura mondiale, ma lo consiglio vivamente a tutti.

CURIOSITÀ
Nel settembre 2006, è uscito un adattamento cinematografico diretto da Tom Tykwer (si erano interessati all’idea anche Martin Scorsese e Stanley Kubrick, ma Süskind concesse la liberatoria solo nel 2001).
Anche due canzoni sono basate su questa storia, Scentless Apprentice (apprendista senza profumo) dei Nirvana e Du riechst so gut (Sai di buono) del gruppo tedesco Rammstein.

VOTO

Buono
Buono

Consigliato a tutti quelli che non si impressionano facilmente!

EDIZIONI
2014, TEA (Super TEA) 263 p., Copertina flessibile, € 5,00
2014, TEA (Teadue) 259 p., brossura, € 12,00
2012, Longanesi (La Gaja scienza) 260 p., Copertina rigida, € 9,90
2010, Longanesi (La Gaja scienza) 259 p., rilegato, € 17,60

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Pubblicato da

Filomena scrive...

Lettrice ingorda, insaziabile, onnivora. Scrivo per passione e per necessità.

2 pensieri riguardo “Il profumo [Recensione]”

  1. Conosco questo libro per via del film e mi incuriosisce molto anche perché certi punti della pellicola non erano molto chiari e vorrei capirli di più.

    Intanto voglio anche dirti che sei stata nominata ai Liebster Awards. Passa da noi se vuoi saperne di più.

    Mi piace

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