P.S. I love you [Recensione]


P.S. I love you di Cecelia Ahern – Sonzogno

Purtroppo questo romanzo non mi è piaciuto…
Avevo provato diverse volte a leggerlo, ma niente mi spingeva a continuare. Capita spesso che gli incipit non siano molto invitanti, però le storie che leggo, di solito mi trascinano con sé nelle pagine, attraverso le immagini o le sensazioni che l’autore è stato capace di imprimergli.

In questo caso l’unica cosa che mi ha spinta a terminare la lettura è stata una sciocca cocciutaggine, una sorta di “dogma” che mi impedisce di lasciare una storia a metà: se inizio a leggere un libro, sono costretta a finirlo nonostante tutto…

Non starò a fare l’analisi grammaticale o logica del testo, non ne ho le competenze. Qui esprimo solo la mia opinione di lettrice, una donna qualunque che per qualche motivo, si è ritrovata con questo romanzo tra le mani e ha preso a leggerlo.

TRAMA
È la storia di Holly e Gerry, una coppia giovane e felice fino a quando improvvisamente Gerry si ammala e muore. Holly, ancora ventinovenne, si ritrova già vedova e con un senso di vuoto nella sua vita. È arrabbiata perché si sente tradita da Gerry, proprio lui che le aveva promesso di starle accanto per il resto della sua esistenza. Ma Gerry non ha dimenticato la promessa fatta mentre era in vita e trova il modo di farle avere una lettera ogni mese, con un messaggio che le possa essere d’aiuto per ritornare a vivere anche senza di lui, e alla fine di ogni messaggio non dimentica mai di ricordarle una cosa: P.S. I love you! Pian piano Holly impara che deve continuare a vivere anche senza Gerry, che rimarrà per sempre nel suo cuore.

LA MIA OPINIONE
La storia è molto movimentata, la giovane vedova, protagonista della vicenda, cerca in qualunque modo di riportare la propria esistenza sui giusti binari, dopo la perdita dell’amato marito.

È giusto, ha solo trent’anni e una famiglia e delle amiche che cercano di aiutarla a uscirne, ma le modalità con cui cerca di “distrarsi” dalla sua attuale situazione, mi hanno fatto spesso scuotere la testa e chiedermi se potesse essere realistico o no, fare certe cose.

Ci si immagina una storia romantica e profonda, visto che qui abbiamo a che fare con una donna felicemente sposata che in pochi mesi perde tutto ciò che aveva costruito. Invece mi sono ritrovata con un inizio ridondante e noioso, una serie di scenette che sembrano create per una sit-com e un finale che, almeno quello, ho trovato più coerente e realistico, ma privo di pepe e fuochi d’artificio.

L’autrice torna spesso, durante l’intero arco della narrazione, al passato che Holly ha condiviso col suo amato Gerry, ma niente di tutto ciò che hanno vissuto insieme, è riuscito a commuovermi.

Non ho trovato nessun flashback incisivo, nessun ricordo narrato con la forza giusta per rendere l’assenza di Gerry, uno strazio per la protagonista e per me lettrice, che di solito tendo a identificarmi con l’eroina della storia che sto leggendo.

È tutto troppo raccontato, è l’apoteosi del “tell” (invece dovrebbe essere “show don’t tell” ovvero “mostra, non raccontare”):

Si sentiva come se quello fosse il primo giorno di scuola e lei fosse andata a comprare una cartella in grado di farla sembrare intelligentissima. Ma per quanta adrenalina avesse in corpo, quando si era seduta per fare colazione aveva avvertito anche un fondo di tristezza… tristezza perché Gerry non era lì a condividere con lei quel nuovo inizio. Ogni volta che Holly trovava una nuova occupazione, Gerry metteva in scena un piccolo rituale: la svegliava con la colazione a letto e le metteva in borsetta dei tramezzini al prosciutto e formaggio, una mela, un pacchetto di patatine e una tavoletta di cioccolato. Poi l’accompagnava al lavoro in macchina, le telefonava nell’intervallo di pranzo per sapere se i colleghi l’avevano accolta bene, e passava a prenderla per riaccompagnarla a casa. Lì si sedevano davanti a una bella cenetta e lui ascoltava e rideva mentre lei gli descriveva tutti i diversi personaggi dell’ufficio, lamentandosi ancora una volta di quanto le pesasse andare in ufficio.

Probabilmente è colpa mia, non sono riuscita a farmi trasportare dalla storia o forse, semplicemente, la scrittura della Ahern, non riesce a toccare le giuste corde.

Il romanzo non mi è piaciuto e spesso mi sono chiesta perché stessi lì, a perdere tempo con questa storia che non era romantica, non mi trasmetteva il sentimento e la misura del dolore provato da Holly con cui non ho avuto alcuna empatia, non era divertente né simpatica…

Non lo rileggerei nemmeno sotto tortura!

Mi sono lasciata fuorviare (moltissimo) dal film, che differisce parecchio dal romanzo, ma che, a parer mio, è più riuscito del libro. In genere, per me vale il contrario, ovvero il libro supera sempre il film perché leggendo si comprende meglio la psicologia dei protagonisti e ci sono descrizioni di luoghi e situazioni che in un film è molto difficile replicare.

In questa storia, ho trovato personaggi stereotipati, tipici degli scrittori alle prime armi e una pessima caratterizzazione della protagonista che a volte mi è parsa schizofrenica, pensava una cosa e tre righe più in basso si comportava come una qualunque sedicenne alle prime uscite con le amiche…

Non so se, là fuori nel modo, una Holly esiste davvero, ma stento a credere che una persona normale si comporterebbe come lei in questa storia.
Bah!

CURIOSITÀ
Cecelia Ahern (Dublino, 30 settembre 1981) è una scrittrice irlandese, laureata in giornalismo e comunicazione. È figlia del primo ministro irlandese Bertie Ahern, ha scritto il suo primo romanzo, P.S. I love you, a soli 20 anni. È divenuto un bestseller in brevissimo tempo ed è stato tradotto in oltre 50 paesi.

Ben presto la Warner Bros ne ha acquistato i diritti per farne un film, uscito nei cinema italiani il 1º febbraio 2008 col titolo P.S. I Love You, e che vede protagonisti Hilary Swank e Gerard Butler.

Oltre ad aver pubblicato diversi romanzi, ha scritto alcuni brevi racconti, destinando il ricavato delle vendite in opere di beneficenza. Ha prodotto la serie TV Samantha chi?, con Christina Applegate, trasmessa dall’emittente americana ABC.

VOTO

Sufficiente
Sufficiente

Sufficiente solo perché non ho trovato “orrori”, di sicuro non lo consiglio nemmeno come lettura leggera: troppo noioso.

EDIZIONI
2005 Rizzoli (collana Bur narrativa) 420 p., € 9,90
2011 BUR, Formato Kindle € 6,99

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Pubblicato da

Filomena scrive...

Lettrice ingorda, insaziabile, onnivora. Scrivo per passione e per necessità.

2 pensieri riguardo “P.S. I love you [Recensione]”

  1. Alla fine ti ha deluso. Ho letto quel frammento tratto dal libro e, se è tutto scritto in quel modo, non ho intenzione di leggerlo. Mi pare uno stile narrativo troppo semplice.
    Ottimo articolo!

    Mi piace

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